E’ incredibile come basti un momento, uno sguardo, un sorriso, per ribaltare completamente la propria percezione del mondo, della realtà, del presente.
Quel posto nebbioso, freddo e solitario che ti metteva tristezza, dove non volevi più tornare, ecco, improvvisamente diventa il luogo più bello del mondo.
Questo perché un raggio di sole ha squarciato con la sua potenza e splendore la barriera nebbiosa che t’impediva di vedere qualsiasi cosa, se non la tua stessa tristezza.
E poi capisci.
Capisci che forse una vita d’attesa, una vita di delusioni, una vita d’insicurezze superate e da superare… Erano solo una preparazione.
Ti stavi preparando ad accogliere quel raggio di sole splendente, e a sorridergli col più sincero e genuino dei tuoi sorrisi.
— verdecomeilpetrolio.

1 giorno fa with 3 note
Il primo post di questo blog, dopo la presentazione, l’ho dedicato a te.
A te che eri nei miei pensieri da anni.
A te, che in quel lungo periodo in cui non ci siamo sentiti, non te ne sei mai andato veramente.
A te, che sui miei diari segreti di quand’avevo 13 anni dedicavo frasi, parole, disegni.
Desideravo vedere i tuoi occhi.
Desideravo vederti sorridere.
Desideravo vederti.
Mentre ascoltavo quella canzone, la “nostra” canzone, desideravo solo stare con te.
Li ho visti, i tuoi occhi.
Ho visto il tuo sorriso, ho sentito la tua voce, il calore del tuo abbraccio.
E ancora non ci credo del tutto, ancora non riesco a realizzare davvero di averti finalmente trovato. Ritrovato.
Mi guardi stranito, quando scoppio a ridere all’improvviso, mentre stiamo zitti.
Mi sento strana anche io.
E’ solo che sono felice, sai?
Felicità pura, cristallina, sincera.
Era tanto, troppo tempo che non mi sentivo così, e forse eri l’unico che poteva farmi tornare a ridere, come quando eravamo bambini.
Qui non si parla di amore, amore nel senso più banale del termine.
Neanche di fisicità, di desiderio carnale.
Qui si parla solo di voglia di stare insieme. Voglio stare con te, passare del tempo insieme, ubriacarmi della tua presenza.
Semplicemente questo.
Semplicemente un sentimento che va aldilà di tutto ciò.
Ho preso quel vecchio diario, quello dove quella ragazzina realizzava di essersi presa una cotta pazzesca per una persona dall’altro capo d’Italia, che probabilmente non avrebbe mai visto, ma che la faceva stare bene… e ci ho scritto su due parole.
Alla fine l’hai visto, piccola.
Alla fine quella favola su cui hai tanto fantasticato si è realizzata.
E ti sei accorta che a volte la realtà è mille volte più bella e splendente di tutti i sogni che la tua immaginazione abbia mai potuto generare.

painting @ agnes cecile

Il primo post di questo blog, dopo la presentazione, l’ho dedicato a te.

A te che eri nei miei pensieri da anni.

A te, che in quel lungo periodo in cui non ci siamo sentiti, non te ne sei mai andato veramente.

A te, che sui miei diari segreti di quand’avevo 13 anni dedicavo frasi, parole, disegni.

Desideravo vedere i tuoi occhi.

Desideravo vederti sorridere.

Desideravo vederti.

Mentre ascoltavo quella canzone, la “nostra” canzone, desideravo solo stare con te.

Li ho visti, i tuoi occhi.

Ho visto il tuo sorriso, ho sentito la tua voce, il calore del tuo abbraccio.

E ancora non ci credo del tutto, ancora non riesco a realizzare davvero di averti finalmente trovato. Ritrovato.

Mi guardi stranito, quando scoppio a ridere all’improvviso, mentre stiamo zitti.

Mi sento strana anche io.

E’ solo che sono felice, sai?

Felicità pura, cristallina, sincera.

Era tanto, troppo tempo che non mi sentivo così, e forse eri l’unico che poteva farmi tornare a ridere, come quando eravamo bambini.

Qui non si parla di amore, amore nel senso più banale del termine.

Neanche di fisicità, di desiderio carnale.

Qui si parla solo di voglia di stare insieme. Voglio stare con te, passare del tempo insieme, ubriacarmi della tua presenza.

Semplicemente questo.

Semplicemente un sentimento che va aldilà di tutto ciò.

Ho preso quel vecchio diario, quello dove quella ragazzina realizzava di essersi presa una cotta pazzesca per una persona dall’altro capo d’Italia, che probabilmente non avrebbe mai visto, ma che la faceva stare bene… e ci ho scritto su due parole.

Alla fine l’hai visto, piccola.

Alla fine quella favola su cui hai tanto fantasticato si è realizzata.

E ti sei accorta che a volte la realtà è mille volte più bella e splendente di tutti i sogni che la tua immaginazione abbia mai potuto generare.

painting @ agnes cecile


1 settimana fa with 3 note
Ed è quando osservi un tuo disegno che hai schizzato giusto per passare il tempo, senza pensarci, e ci vedi un paio di occhi ben precisi, delle labbra che conosci bene, ecco, è in quel momento che ti rendi conto che la situazione ti è sfuggita di mano. Di nuovo.
— verdecomeilpetrolio.

2 settimane fa with 7 note

Posso anche illudermi, per qualche fugace istante, di aver ritrovato l’entusiasmo di vivere, di fare, di essere.

La realtà è che là fuori non c’è nessuno che mi aspetta, e che la serenità non è uno stato d’animo compatibile con me.

— verdecomeilpetrolio.

3 settimane fa with 15 note

Ho aperto questo blog per sfogarmi nei momenti neri, quelli in cui il groppo in gola brucia come carbone ardente e ti impedisce di cercare un qualsiasi contatto con la realtà esterna.

Ho scelto una realtà non solo esterna, ma totalmente sconosciuta per vomitare tutto il petrolio che s’ingrossa dentro di me.

Ma in quest’ultimo periodo sono stata così male che non avevo voglia neanche di scrivere due parole qui. In questo mio infinitamente piccolo e infinitamente grande spazio personale.

A p a t i a .

Totale e distruttiva, lasciva mentre con i suoi tentacoli m’avvolgeva corpo e mente, impedendomi di muovermi, di pensare, di agire, di reagire.

Semplice il motivo: sono stata abbandonata, sono stata rifiutata, di nuovo, ancora e ancora, dalla persona di cui mi sono irrimediabilmente innamorata.

La persona che amo ancora e mi sto ostinando a trattare freddamente e tenere lontana e non sentire più. Dimenticarlo. Proprio perché lo amo, e perché questo amore è stata una malattia degenerativa sin dal primo istante.

Sono stata male, sto male, eppure qualcosa è cambiato.

Mi viene da piangere.

Ascolto questa canzone e mi rendo conto di quanto basti un secondo, un solo fottuto secondo alla nostra mente per far scattare gli ingranaggi del pensiero. Per riprendere a funzionare. Per farti aprire gli occhi.

Mi viene da piangere, per la felicità, perché ho appena aperto gli occhi.

Mi sono liberata da quelle dolorose catene di piombo che mi opprimevano da mesi.

Me ne sono liberata grazie ad un paio di occhi azzurri e un sorriso sornione, che ha fatto ritornare il sorriso anche a me in questi giorni.

Un sorriso che sto guardando tutt’ora in foto, e che probabilmente non rivedrò per un bel po’ di tempo.

Eppure non m’importa.

Ho sentito la dolcezza della carezza di una mano diversa.

Ho sentito il calore e il profumo di un altro corpo.

Ho sentito un’altra voce, che mi diceva solo cose positive. Che mi ha fatto ridere. Ridere.

E per me, che non ridevo da un po’, è stato devastante.

Quegli occhi azzurri non mi guarderanno mai come li guardo io ora.

Ne sono assolutamente consapevole: non sono abbastanza, né lo sarò mai per quegli occhi.

Ne sono consapevole eppure non soffro, perché l’ho capito sin dal primo momento, e questo cuore che batte di nuovo, per qualcun altro, mi basta per far diventare gli occhi lucidi dall’emozione.

Un cuore che batte, non per inerzia, ma perché finalmente è ritornato a vivere davvero.

Lo so che non avrò mai nulla più del bacio che ha fatto ardere la mia guancia questa sera, mentre mi abbracciavi forte, quando ti ho salutato mentre andavi via, ma devo ringraziarti, perché i tuoi piccoli gesti, probabilmente studiati ad arte (perché è questa la tua arte) o magari totalmente spontanei, mi stanno facendo sentire libera in questo momento.

L i b e r a .

Come non lo ero da tempo.

Grazie. 

E’ stato bello.

E’ stato bello dividerci una stupida sigaretta.

E’ stato bello guardarti negli occhi e sentirmi costretta a scostare lo sguardo, perché il tuo non riesco a sostenerlo, è semplicemente di una bellezza imbarazzante.

E’ stato bello scherzare insieme con la leggerezza di due bambini.

E’ stato bello mentre mi tenevi stretta a te, in macchina, mentre tu dormivi e io sentivo il tuo cuore battere. E poi mi sono addormentata anch’io, cullata dal quel suono, e da quello del tuo respiro che mi sfiorava i capelli.

E’ stato bello sentirti sussurrare che saresti stato così per ore, a sentire proprio il profumo dei miei capelli, che ti piace così tanto.

Sono state tutte cose belle. Tutte cose semplici.

Niente malattia. Niente oscurità. Niente sofferenza.

Niente petrolio.

E mi sono sentita benvoluta. Mi sono sentita accettata.

Amata, solo per un attimo.

Mi hai ricordato che esisto, e forse valgo a qualcosa.

Che sono troppo poco per te, sì, ma sono tanto per me.

Buon viaggio.

Ritornerai alla tua vita, ti dimenticherai di me, e io ritornerò alla mia.

Ma magari questa volta, finalmente, lo farò con una parvenza di sorriso.

E questa per me è già una felicità paurosamente emozionante.

Ma non m’innamorerò di te.

(l’ultima volta che ho scritto queste parole è andata a finire male.)


3 settimane fa with 1 nota

I’ve got no need for open roads 
‘Cause all I own fits on my back 
I see the world from rusted trains 
And always know I won’t be back 

‘Cause all my life is wrapped up in today 
No past or future here 
If I find my name’s no good 
I just fall out of line 

But I miss you 
But there’s comin’ home 
There’s no comin’ home 
With a name like mine 
I still think of you 
But everyone knows 
Yeah everyone knows 
If you can, let it go 

I seen more places than I can name 
And over time they all start to look the same 
But it ain’t that truth we chase 
No, it’s the promise of a better place 

But all this time, I been chasin’ down a lie 
And I know it for what it is 
But it beats the alternatives 
So I’ll take the lie 

I still miss you 
There’s no goin’ home 
There’s no goin’ home 
With a name like mine 
I still dream of you 
But everyone knows 
Yeah everyone knows 
If you can, let it go 


1 mese fa with 1 nota

“E prima o poi doveva capitare la sera in cui ti mancano un po’ troppe cose, tutte assieme.”

Cit.
— (via pienadivuoto)

1 mese fa with 43 note
originally pienadivuoto

Giù.
Giù.
Sempre più giù.
Non c’è la luce per me.
Non c’è niente per me.
Non sono abbastanza perchè qualcuno mi voglia bene.
Non sono abbastanza perchè qualcuno voglia vedere solo me con i suoi occhi.
Non sono abbastanza perchè qualcuno rimanga per me.

Te ne sei andato di nuovo, e stavolta per sempre.

E io scendo, scendo sempre più in basso.
Sempre più giù.

C’è qualcosa di profondamente sbagliato in me…
E io sono stanca.
Sono stanca di lottarci giorno dopo giorno.

— verdecomeilpetrolio.

200 (e 1). Duecento.

Grazie, grazie davvero.

(prometto che ricambierò le visite ad ognuno di voi.)

200 (e 1). Duecento.

Grazie, grazie davvero.

(prometto che ricambierò le visite ad ognuno di voi.)


2 mesi fa with 4 note
E’ proprio la persona che diventa la tua luce la stessa che è in grado di farti sprofondare nell’oscurità più opprimente.
— verdecomeilpetrolio.

2 mesi fa with 6 note
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